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4월 17일 PrecisazioniUn caro amico mi ha fatto notare che alcune dichiarazioni che ho fatto nell'intervento precedente possono essere mal interpretate, quindi, nei limiti del (mio) possibile, cerchero' di spiegarle meglio. cio che succde a Moma e anche quello che succede in un qualsiasi paesino della provincia italiana. Chiacchiere, chiacchiere e chiacchiere, ed e' ovvio che quando arrvia uno straniero la cosa corre sulla bocca di tutti, perche' e' la cosa piu eccitante che possa succedere nelle vite delle persone di quel posto. Non vorrei che l'uso della parola bianco sia mal percepito..voglio veramente e solamente dire qualcuno che non e' del posto....avrei dovuto usare straniero. La mia affermazione sul valore della vita e' riiferito al fatto che la morte e' accettata con piu' razionalita' e piu naturalezza qui in africa che nel nostro nord...uno muore e la gente non dispera...fa parte delle regole del gioco....della dicotomia vita-morte che noi occidentali accettiamo solo nella prima meta'. A volte penso a come possa essere il loro punto di vista, mi metto nei loro panni e capisco, anche se non giustifico, alcuni atteggiamenti, nonostante possano alla lunga diventare pesanti da tollerare. Mi riferisco al fatto, tra gli altri, che ogni volta ( e intendo ogni singola volta) che esco di casa sento sempre in sottofondo la parola Cunha (bianco in Macua, la lingua locale) profeito sia da bambini che dagli adulti...spero si stanchino... prima o poi. 4월 16일 Incidente all'ospedaleVenerdì sera ero nella veranda del mio collega Emilio a controllare internet, e tra il rumore della pioggia dirompente e quello del generatore, riesco a sentire anche quello del cellulare. Dall'altro lato Eugenio, il logista del progetto, mi dice affannato " Doutor, aqui no hospital acconteceu uma gran confusao, venha por favor"...(dottore, qui all'ospedale è successo un gran casino, venga per favore.)
Allora avverto anche Emilio e con il fuoristrada andiamo all'ospedale...la scena che si presenta è tremenda.
L'ospedale di Moma è composto da diverse piccole strutture, tra cui una piccola capanna dove i parenti dei ricoverati aspettano i loro cari. Ebbene, un albero di cocco, a cause della pioggia e dell'età è crollato sulla capanna distruggendola completamente. Ciò che si presentava era un ammasso di rami di palma, pezzi di tronco, mattoni e paglia, il tutto misto a fango e sabbia e pioggia...
Abbiamo cercato di illuminare la zona con i fari della macchina mentre alcune persone coi machete cercavano di tagliare i rami e il tronco per estrarre una persona che era rimasta intrappolata sotto le macerie. Con un motosega ci sarebbero voluto 3 minuti, ma il motosega non c'era e cos'i siamo rimasti la a tagliare rami e spostare macerie per un ora e mezza. Alla fine siamo riusciti e spostare il tronco anche con l'aiuto di un trattore e ad estrarre la persona che era rimasta intrappolata, che purtroppo pero' a quel punto era morta. Sono andato a casa bagnato fradicio, sporco e graffiato sulle braccia e le gambe, con l'immagine di quell'uomo che non riesco a levarmi dalla mente, e ancora piu' con il nervoso, pensando alle altre 50 persone che erano li attorno ad osservare e non hanno mosso un dito per aiutare quelli che tagliavno e quelli che levavano i rami. Non ci faro' l'abitudine tanto facilmente alla mentalita' africana che da' cos'i poco valore alla vita e si concentra piuttosto sulle fofocherie le chiacchere, il pettegolezzo, che hanno come oggetto principale, spesso e volentieri, gli unici 6 bianchi del villaggio.
4월 2일 MomaE' il primo giorno dopo una settimana che riesco a beccare il segnale del satellite per connettermi ad internet. Ebbene si, Moma non ha elettricita',, telefono e acqua. E' praticamente una strada d terra rossa con due file di case parte per parte, e alla fine della strada c'e' l'estuario di un fiume che sfocia in mare. Umidita' tra il 85 e 100%, temperature tra i 35 e i 40 gradi, e per fortuna sta finendo l'estate. Per fortuna il mio predecesore e' un Mac Gyver e ha tirato su una casa con generatore a diesel per la sera e sistema di pannelli solari con accumulatori per il giorno, cosi ho l energia qusi 24 ore su 24. Per l'acqua abbiamo un pozzo che da cui pompiamo acqua su un tank sul tetto. Qui piu' che essere bravo nella cooperazione devi essere un marines che sopravvive in condizioni precarie. Per quanto riguarda il progetto, beh, ho in mano un progetto con doppio budget, dato che e' finanziato 75% UE e 25% Clinton foundation Un milione e mezzo di euro totale...ufff...... Non vi immaginate il casino per contabilizzare e gestire i fondi e le linee di spesa. Il progetto e' principalmente un potenziamento e riabilitazione del sistema sanitario del distretto di Moma, che 'e grande 6 volte la provincia di Asti , piu', dalla parte Clinton, l introduzione del TARV, trattamento anti retrovirale AIDS. Quando ci vedremo vi raccontero' tutti i limiti e gli errori di questo approccio verticale. Devo dire che il salto da stagista a capo progetto full responsability e' notevole, e l accumulo di stress e' proporzionato. Comunque, vediamo come va. Indubbiamente e' una bella sfida per me, sono contento anche perche' quella santa donna di Sara e' venuta quassu' in culo ai lupi con me. In tutta Moma siamo solo 6 bianchi, tutti colleghi, quindi avere Sara come supporto e' fondamentale. Per il resto, se volete rendervi conto di cosa sia l'africa vera, venite quaggiu a trovarmi, sarebbe un esperienza indimentiabile. Vi riaggiorno di nuovo quando il satellite mi passa sopra la testa, se lo becco... 3월 21일 breve brev..E' passato troppo tempo ed è forse passata pure la voglia di scrivere, dato che comunque la vita a maputo scorre anche troppo tranquilla...ma all'improvviso ecco che,tralasciando i dettagli, mi trovo a lavorare con Medici con l'Africa Cuamm, per redigere il piano strategico dell'ONG 2007-2015....durata collaborazione : 1 mese, fino a metà marzo.. Ora mi ritrovo con un contratto fino a giugno, come amministratore unico e responsabile di un progetto EU in un distretto della provincia di Nampula, Nord Mozambico. Il posto in cui vado si chiama Moma, cittadina sulla costa tra Quelimane e Ilha de Mocambique. Vado a sostituire il capo progetto fino a quando ne troveranno un altro. Voi direte: ma perchè non lo fai tu? Io rispondo, perchè essendo un progetto sanitario, il capo progeto deve essere un medico, e io sono tutt'altro.
Per darvi un'idea di cosa sia il posto in cui vado, leggete la testimonianza di due colleghi che hanno lavorato lassù. http://www.mediciconlafrica.org/upload/download/csn4_2006.pdf
Più avanti vi darò anche le mie impressioni. Per ora sono curioso di partire per vedere finalmente l'altro Mozambico, forse quello vero.
Parto domani.
A presto 3월 15일 riflessioneIn questo contesto, dove cerchiamo con tanto impegno di cancellare le ingiustizie e le ineguaglianze, siamo noi stessi creatori di ingiustizia.
Questo sistema è marcio ma a tutti va bene così. 1월 10일 MozambicoE´ passato un mese dall'ultima volta che ho scritto. non molto é successo materialmente ma molte cose sono succese nella mia testa.
tre mesi di osservazione silenziosa, e ora, permettetemi, ma devo dire la mia.
1) La (mia) veritá sull'economia del paese.
2) Societá civile assente
3) Discriminazione verso i bianchi
1)-Gli indicatori macroeconomici internazionali vedono il mozambico come un paese in notevole e fervente crescita economica. Si ma a cosa é dovuta questa famosa crescita? Primo: la Mozal (fabbrica di alluminio) produce da sola il 20% o piú del GDP. E la cosa non é poi troppo positiva vista fuori dagli schemi macroeconomici, dato che é l'unico settore in crescita e non crea molto lavoro in settori complementari.
Secondo: il turismo é in ascesa. Vero, ma il 90% delle risorse turistiche in mozambico sono di proprietá sudafricana, accolgono sudafricani, che pagano con moneta sudafricana la quale torna in conti bancari sudafricani. Ció resta al Mozambico é la % delle tasse, che oltretutto sono molto basse, cosí da favorire gli invetimenti stranieri.
Terzo: i flussi di capitale che arrivano in mozambico provengono dagli aiuti internazionali e vengono investiti male perché con questa storia della cooperazione decentralizzata il denaro va subito nelle casse dello stato o meglio, nelle tasche dello stato ,che lo amministra attraverso funzionari corrotti etc etc...
Quarto: i restanti capitali arrivano in Mozambico per essere lavati, nel senso che é denaro che arriva da attivitá illegali pakistane. E quindi nascono centri di materiale elettronico dove si vendono TV al plasma che nessuno potrá comprare, autmomobili di lusso che io non ho mai viosto neanche in Svizzera e cosí via...la cosa piú palese é la costruzione di un casinó enorme...mi pare di essere in un film del padrino...le cose sono cosí palesi che sembra impossibile che le cose siano accettate in questo modo.
2)-Altro motivo che non aiuta certo lo sviluppo del Mozambico é l'assenza di una societá civile attiva. Il mozambicano accetta senza protestare tutto ció che lo stato e i suoi rappresentanti fanno. In pratica vige uno stato di semi-anarchia che silenziosamente permette allo stato di rubare su larga scala, alla polizia di fare ció che gli pare e al singolo cittadino di arrabattarsi il meglio che puó, in maniera ortodossa oppure no. Ed é per questo che la gente non ha rispetto per il prossimo, che piscia per strada, che getta la spazzatura dove capita, che nel traffico cittadino non rispetta le regole di guida etc...e tutto ció alla lunga un occidentale lo paga se non sulla propria pelle , almeno sui propri nervi...e devo dire che purtroppo mi trovo in questa fase, dove mi sento piú nervoso e intollerante del solito. Ma il discorso é molto piú complesso di questo, e sulle pagine del mio blog non mi sento di affrontarlo, sia per mancanza di tempo che per capacitá di mettere in parole una serie di ragioni concatenate che occuperebbero pagine e pagine...e io non voglio fare un amnuale di politica e cultura, almeno non qui e non ora.
3)- Il concetto di "negritudine" che l'ex presidente senegalese Leopold Senghor creó qualche decennio fa se applicato in modo non corretto puó portare a fenomeni di intolleranza se non addirittura di razzismo verso i bianchi. Alcune autoritá mozambicane questo concetto lo applicano nella maniera piú sbagliata, come é d'esempio il fatto che mi é accaduto proprio ieri davanti casa, dove mi ero fermato con la macchina per lasciare una cosa a Sara che giá mi aspettava sul marciapiede e dove la polizia mi ha dato una multa perché lí non mi potevo fermare, anche se non c'erano segnali di divieto e io non intralciassi per niente il traffico. Il motivo per cui ricollego questo episodio alla discrimminazione verso i bianchi é che davanti a me c'erano 4 auto che stavano facendo la mia stessa operazione, ma la polizia é venuta solo da me a fare una multa, che gli ho stracciato in faccia e che, come gli ho detto, non avrei mai pagato; dopo averli accusati di essere razzisti e aver detto loro che in un paese democratico come dovrebbe essere il Mozambico, i bianchi e i neri vanno trattati allo stesso modo. Non riesco a spiegare a parole la strafottenza del poliziotto durante tutta la discussione, ed é questo che, tra le altre cose, mi ferisce profondamente. E mi viene da chiedermi...ma chi me lo fa fare?
12월 10일 Kruger parkIeri, di ritorno da Nelspruit in Sud Africa, dove abbiamo rinnovato il visto per il Mozambico, siamo andati al Kruger park.
E' un parco nazionale molto famoso e molto grande, circa Belgio+Olanda come dimensioni. Abbiamo fatto uno dei percorsi su strada asfaltata (la nostra macchina non ci permetteva di fare piste adatte solo a 4x4) di circa 100 km di lunghezza...in circa 8 ore.
Abbiamo avuto la fortuna e l'occhio acuto di vedere molti animali. Nell' album di foto Kruger park ce ne sono alcune fatte con la digitale, le più belle comunque le abbiamo fatte con la macchina normale, quindi una volta sviluppate provvederò a inserirle nello stesso album. Per ora godetevi questo assaggio...
11월 24일 w i carabinieriw i carabinieri Ci sono alcuni aspetti che caratterizzano nella loro sostanza gli esseri umani che neanche con la mia più buona volontà, spirito di comprensione ed empatia riesco a tollerare. Oltre all’arroganza e alla prepotenza una delle cose che più mi da sui nervi è l’avidità, soprattutto se messa in atto sotto forma di corruzione. Nell’ultimo mese sono stato fermato dalla polizia almeno 10 volte, cioè una media di una volta ogni 3 giorni. Immancabilmente sia quando ero in macchina con Riccardo, che quando camminavo semplicemente a piedi con Sara uno o più poliziotti ci hanno fermato e chiesto i documenti. I poliziotti in questione trovano sempre qualcosa di sbagliato nei documenti e ti dicono più o meno sempre la stessa cosa. “ Adesso lei è in contravvenzione per questo motivo (sempre una cazzata)….devo ritirarle la patente, farle una multa di 1000 Meticais ( 30 euro) e potrà averla dopo novanta giorni….” nonostante si capisca lontano un km che è tutto solamente una scusa per farti girare le palle e farsi dare di soldi. Difatti la frase che segue è sempre la stessa “ …Allora, lei cosa suggerisce di fare? ” . Se vuoi cavartela in fretta gli chiedi quanto è la multa senza ricevuta, paghi 200 meticais e te ne vai; se invece, come faccio io, non vuoi cedere al loro abuso di potere, resti calmo e soprattutto non dai mai una risposta alla sua domanda “ allora cosa vuole fare”, perché lui non ti chiederà mai apertamente dei soldi…e nemmeno ti può portare in caserma per niente, soprattutto se sai di avere ragione, e anche lui lo sa. Provate a pensare allo scandalo che nascerebbe se questo mi porta in caserma e io da lì chiamo l’ambasciata e spiego la situazione… Ciò che mi da fastidio è la situazione veramente paradossale che si va a creare nella conversazione col poliziotto, piena di allusioni alla bustarella mai apertamente chiesta, e pure le contestazioni fantasiose che ne vengono fuori. Mi sento preso per il culo, trattato come se fossi un deficiente…allora per tutta risposta la presa per il culo va ripagata…. Un giorno uno ci ha fermato dicendo che mentre accostavo non avevo messo la freccia….io allora gli ho risposto che se aveva una foto che lo provava ne potevamo discutere, perché io ero sicuro di averla messa…altrimenti tanti saluti e arrivederci…..la mia parola contro la sua…alla fine ciò che perdi è solo il tempo in queste noiose discussioni…se non hai veramente fatto nulla alla fine ne esci coi soldi ancora nel tuo portafoglio, l’importante è sapere come reagire alle loro insinuazioni. Devo dire che per una volta mi sono mancati i nostri carabinieri…che in confronto ai colleghi mozambicani sono dei veri geni…e allora diciamolo, w i carabinieri… 11월 6일 Multifaced Maputo
Maputo come immaginavo ha diverse facce. Nonostante la “sgarrupatezza” delle strade e di alcuni palazzi girando per il centro sembra una città che in fondo non se la passa poi troppo male. Ci sono negozi praticamente di ogni genere, dall’elettronica ai vestiti, alimentari, internet point, ristoranti, e così via. Quindi mi chiedo: è tutta una facciata che copre la vera povertà? La risposta che facilmente si raggiunge è positiva. Infatti basta uscire di pochi Km dalla cosiddetta Secutity Zone per incontrare i primi “bairos” (quartieri) popolari, dove “vive” la maggior parte della popolazione. Dire “vive” suona come un’offesa alla vita, oppure come una crudeltà che la vita ha riservato per questa gente. Case fatte di lamiera, di canne o di teli raccattati da chissà dove, di solito formate da una stanza, vuota. Non c’è l’acqua corrente, non c’è la corrente elettrica, non ci sono i servizi igienici. Ho visto bambini giocare e lavarsi nella fogna canalizzata proveniente dagli scarichi della città, oppure nei mucchi di immondizia che il bairo produce e che nessun servizio di nettezza urbana porta via.
Penso al prescelto che la famiglia, con sforzi immensi, riesce a far arrivare, sia legalmente che clandestinamente, a lavorare al nord del mondo, così che possa mandare loro del denaro e aiutarli a sopravvivere. Penso a quelle persone che d’estate vendono oggetti sulle spiagge, che sudano sui tetti dei palazzi che costruiscono, che raccolgono i pomodori o lavano i cessi delle stazioni, a tutti quelli a cui tanta gente dice “ma perché non te ne torni a casa tua” …e inviterei questa gente a vedere da cosa si scappa, e a chiudere la bocca dopo essersi turata il naso Riassunto delle 2 settimane passate6 novembre
E’ da molto che non scrivo; il fatto, diciamo pure positivo, è che non ho tempo. Dico positivo perché questo significa che sto lavorando molto. Non credo di aver detto che ho cambiato ONG da circa 2 settimane. Infatti con Kulima (la ONG Mozambicana con cui avrei dovuto fare il tirocinio) mi sentivo che stavo perdendo tempo e non imparavo nulla. Dopo aver già fatto un tirocinio ad Helsinki di formazione praticamente nulla, non mi sono sentito di accettare il ripetersi di un’esperienza dello stesso genere. Per fortuna nello stesso ufficio di Kulima lavora anche a delegazione italiana di Terre des Hommes. Dopo essere entrato un po’ in confidenza con il coordinatore del progetto ed avergli espresso i miei dubbi riguardo il tirocinio, lui mi ha proposto di farlo con loro. Per farla breve adesso lavoro con TdH Italia nel coordinamento di un grande progetto di scuole e centri di aggregazione in un distretto vicino a Maputo. Sono spesso sul campo per coordinare il personale dei 6 centri in cui si svolge il progetto, la cosa mi piace e mi gratifica molto, sento che poco a poco sto imparando come è nella sua realtà un progetto vero e proprio, lontano dalle teorie, peraltro utili sotto certi punti di vista, studiate al master. Coordinare un progetto con sei centri e decine di persone coinvolte non è cosa semplice, soprattutto se molte volte devi rimediare ad errori che gli operatori locali commettono. Il risultato è che Riccardo ed io lavoriamo, cioè lui mi insegna e io imparo, 9-10 ore al giorno. Comunque non mi lamento perché, ripeto, la cosa è gratificante, inoltre con Riccardo mi trovo molto bene: innanzi tutto è molto competente, poi diciamo che su molte cose la vediamo allo stesso modo e che in generale mi piace lavorare con lui. Il fatto che mi inviti sempre a pranzo a casa sua fa da corollario al mio apprezzamento nei suoi confronti. Un capitolo a parte lo meriterebbe Ivo, il rappresentate paese di TdH Italia in Mozambico. Magari un giorno proverò a scrivere di lui….ma dubito che riuscirò a renderne anche la più vaga idea. 10월 20일 Riflessione: la pattumiera sociale19 ottobre Stavo riflettendo in questi giorni dopo aver conosciuto o visto alcune delle persone “bianche” che lavorano più o meno nel settore della cooperazione. Sta prendendo piede in me l’impressione che l’Africa sia la pattumiera del mondo anche per quanto riguarda l’aspetto sociale. Mi spiego meglio. Su, supponiamo, 10 persone che lavorano qui, almeno 4-5 sono delle figure dal non ben chiaro passato, ne tanto meno formazione scolastica. Ci sono persone scoppiatissime, frustrate, esaurite, ex hippy, ex mogli, ex mariti o ex preti e forse anche ex galeotti che vengono in Africa per cercare una via di fuga da ciò che il mondo occidentale ha fatto loro. Ovviamente qui ci devono campare, e allora si improvvisano, o meglio, si sono improvvisate cooperanti internazionali, consulenti, imprenditori, e così via. Ma l’Africa con tutti i problemi che ha si deve prendere pure gli scarti umani delle nostre società!? La mia vuole essere d’altro canto, una dimostrazione di apprezzamento per quelle altre 5-6 persone su 10 che in Africa lavorano bene, credono in quello che fanno e hanno le sensibilità e la conoscenza giusta per lavorare in un contesto che, al di là delle difficoltà materiali e pratiche, è e rimane molto delicato. Al Mercato19 Ottobre Giovedì noioso perché oggi è vacanza e non si lavora. Per di più piove e il mio piano di andare a visitare una spiaggia è sfumato. In compenso sono andato in un nuovo mercato che mi piace un sacco. E un mercato che sta non lontano da dove lavoro, circa mezzora da qui a piedi. Credo sia in un grande spiazzo recintato da mura basse con ringhiere di ferro. Dico credo perché con tutta la confusione di bancarelle, chioschi e negozietti o laboratori sartoriali che lo affollano non è facile determinarne la natura e la conformazione. Fatto sta che si entra da un piccolo cancello e subito ci si sente e avvolti stretti nel caos, nel caldo negli odori del mercato. Una metà del piazzale è occupato da piccoli negozietti che vendono scatolame, detersivi, articoli da toeletta, oppure da chioschi che vendono cibo. Solitamente hanno pollo alla brace e riso bollito. Alcuni vendono le Bajitas, specie di frittelle fatte da farina di ceci e spezie, qui le considerano il cibo dei poveri, ma sono proprio buone. In questi chioschetti si può mangiare con poco più di un euro. Le file centrali di chioschi vendono vestiti, borse, a cose non commestibili. La seconda metà dello spiazzo è utilizzata per il mercato della verdura e della frutta. Qui le bancarelle sono tutte disposte a file lunghe e strette, sotto i piedi non si ha più il cemento ma la terra battuta quasi sempre in forma fangosa per via dell’acqua che sgocciola dalla verdura. Tutta l’area del mercato è coperta da teli di iuta o nylon, posti a poco più di 3 metri d’altezza. L’atmosfera è quasi soffocante, claustrofobica, la gente si accalca per scegliere la verdura e la frutta, le donne ti invitano a visitare la loro bancarella. La scelta sembra essere varia, la qualità buona e i prezzi non eccessivi. C’è un odore acre che pervade il mercato, probabilmente dovuto ai rimasugli di merce dei giorni precedenti che sono marciti per terra. Oggi ho assistito a una cosa molto carina. Alcune donne del mercato in un momento di tranquillità si sono radunate in cerchio e hanno intonato dei canti tradizionali, e una di loro era in mezzo che danzava e si prendeva anche un po’ in giro, almeno questo è quello che ho intuito io. E’ stato comunque un bel momento. Non voglio indagare sui significati antropologici di questo gesto, è probabile che si stessero solamente divertendo un po’. Dopotutto passano tutto il giorno e tutti i giorni in quel mercato, e, diciamocela tutta, non è che gli passa molto, quindi è giusto che trovino il modo di farsi due risate. Devo dire una cosa sui mozambicani: li ho trovati tutti molto simpatici e sorridenti, a volte sembra quasi che ti prendano in giro quando ti parlano perché hanno sempre il sorriso in faccia. Non vorrei ripetere il luogo comune che gli africani sono sempre allegri anche se sono poveri, però mio sembra davvero così. E’ ovvio che non tutti sono così, alcuni sono pure scazzati, ma quando ti rivolgono la parola cambiano atteggiamento, anche se è solo una forma di cortesia. La parte più triste del mercato è il lato opposto all’entrata, già al di fuori delle mura. Là ci sono una decina di bancarelle, che a dire il vero sono solo delle tettoie fatte coi sacchi di plastica, dove ci sono i venditori di carbone. Praticamente stanno seduti su grandi sacchi di carbone che vendono a peso. I loro acquirenti sono i ristorantini del mercato stesso o di altre zone della città, dove ovunque si cucina sulla brace. La loro condizione di venditori è molto peggiore di quella dei fruttivendoli per ragioni che lascio a voi facilmente immaginare. Su questo lato del mercato c’è anche una lunga serie di negozietti di “cortado” cioè i parrucchieri e i barbieri. Niente a che vedere coi vari Jean-Louis David o i Paul Mitchell…. So che è difficile descrivere un mercato e la sua atmosfera, ma voi provate ad immaginarvici aiutandovi con le mie parole. 10월 16일 curiositàCuriosità. Dopo aver visto parecchie puntate dei Simpsons’ quando era in Italia mi è venuto in mente di controllare una cosa che a Bart (e non solo, vero Billy?) premeva molto sapere: ma sotto l’equatore quando l’acqua va giù dal lavandino o dalla toilette, gira al contrario rispetto all’emisfero boreale? Ebbene ho fatto le prove più di una volta e la risposta è “SI”. In effetti l’acqua scarica girando in senso antiorario. Credo che questo esperimento abbia risolto a molti uno di quei drammi esistenziali che fanno parte della nostra vita. Sabato seraSerata Moza Sabato sera Giulia ha organizzato una festa a casa sua. C’erano invitate circa 15 persone, la maggior parte coppie miste formate da mozambicani e occidentali ( la parola bianchi non mi suona bene). Otavio, il suo ragazzo, ha cucinato delle cose locali che erano veramente buone. Una crema di ceci e spezie da mangiare sul pane e una salsa fatta con le foglie della manioca (e non la radice) da mangiare col riso. Ma la parte bella è venuta dopo che il cibo e un po’ di birre erano finiti. Tutti i ragazzi mozambicani invitati erano musicisti, anche se di gruppi diversi. Ebbene, è stata improvvisata una jam session da 6 persone che suonavano chitarra 1, chitarra 2, ciotole di latta, lattine di birra, bottiglie di coca cola, piatti di ceramica e di alluminio, pentolino del latte, scatola di latta dei biscotti, tavolo, secchio del mocho, e qualsiasi altra cosa facesse rumore. Lo spettacolo che si è creato è stato indescrivibile. A parte la bravura dei musicisti (alcuni fanno parte di band molto famose in Mozambico) ma l’atmosfera che si respirava in quel momento era stupenda. La gioia, l’ allegria, il ritmo e la potenza delle percussioni (sebbene improvvisate) si mescolavano nell’aria con la nostalgia e la tristezza di alcune canzoni o poesie che venivano cantate o recitate. La passione e il pathos con il quale alcuni di loro declamavano i loro versi improvvisati mi faceva venire la pelle d’oca. Insomma, è stata la prima volta da che sono qui, che ho provato davvero di essere in Africa. Il lavoro e la cittàIl lavoro e la città Il giorno dopo essere arrivato ho subito cominciato ad andare in ufficio. Per arrivarci devo camminare circa 20 minuti, per di più in salita. La città è caotica, abbastanza sporca, (molto sporca se paragonata ai canoni europei, diciamo che in confronto la parte peggiore di Napoli è la Svizzera, se proprio andiamo a vedere). I problema è che non c’è, a parte in poche zone della città, il sistema di raccolta immondizia, quindi la maggior parte della spazzatura sta per strada. Ora, dato che sono stato qui solo pochi giorni e non ho proprio avuto molto tempo per andare in giro, non posso dire molto sulla città. Nel fine settimana visiterò un po meglio la città e sarò più preciso. I miei colleghi di lavoro sono quasi tutti mozambicani, a parte Giulia, Kat e Aki che sono rispettivamente italiana, canadese e giapponese. In ufficio lavora molta gente. Io per adesso lavoro con Simão, stiamo revisionando un progetto per ripristinare un sistema di irrigazione in un distretto qui vicino. Il lavoro mi piace, il problema è che non parlo ancora portoghese e quindi leggere i documenti viene una cosa lunga. Inoltre entrare a progetto iniziato mi preclude una conoscenza dettagliata delle attività fatte. Comunque non mi lamento. La casaLa casa. Tramite un amico di un amico ho trovato una stanza in un appartamento al 21 piano del palazzo più alto di Maputo, che di piani ne ha 33. Credo starò qui solo una settimana perché è troppo caro. Il prezzo però vale ben lo spettacolo che si gode da quassù. La vista sulla baia è stupenda e al mattino è quasi (e ribadisco quasi) piacevole svegliarsi presto per godere della fresca brezza che arriva dall’oceano. Ora comunque, dopo questa settimana di godimento visivo, mi sto cercando un’altra sistemazione. Il viaggio14 ottobre. Il Viaggio Finalmente sono arrivato a Maputo. A dire il vero sono qui già da tre giorni ma solo ora trovo il tempo di postare qualcosa. Il viaggio ha subito alcune variazioni dovute al ritardo di quasi due ore accumulato a Londra. Così invece di arrivare alle 6.55 del mattino sono arrivato a Jo’burg alle 8:30. A quel punto era ovvio che il bus delle 8.45 non l’avrei preso. Dopo una notte rannicchiato in un sedile centrale del 747 che mi ha portato qui, l’idea di dover passare tutto il giorno e forse anche la notte all’aeroporto di Jo’burg nell’attesa di prendere il prossimo bus, mi allucinava. Così ho deciso di investire qualche soldo in più e di prendere un biglietto aereo della LAM (compagnia Mozambicana) per Maputo. In breve, sono arrivato a Maputo alle 20, lì c’era una mia collega ad aspettarmi. Ovvio che non poteva finire tutto così bene, infatti il mio bagaglio non era arrivato. E così ho passato un’altra mezzora nell’ufficio reclami a compilare i moduli dello smarrimento10월 9일 si parteOggi finalmente si parte...ho il batticuore ma è normale in queste situazioni. Non so quando tornerò.
Il viaggio sarà lungo, spero vada tutto bene.
Ci si vede in Africa! 9월 26일 ancora poco e la (para)noia saleEh si, è passato un bel po di tempo dall'ultimo post, però nell'attesa e nei preparativi per partire non c'è molto che sia degno di essere scritto e soprattutto letto.
E' comunque incredibile quanto sforzo si debba fare per preparare tutto al meglio. Ogni giorno, e ciò è dovuto all'eccessivo tempo a disposizione per farsi venire le paranoie, salta fuori qualcosa che si potrebbe controllare, comprare, portare o non portare con sé, una medicina per questo o quello, perchè non si sa mai, in fondo vai sempre in Africa, una giacca per la pioggia, un paio di scarpe speciali e così via...ma basta! Cerco di informarmi, quello si. Su internet ci sono moltissimi siti o blogs sulle esperienze in Mozambico sia di turisti che di gente che vive là. Alcuni sono carini, utili perfino, altri pieni di cazzate e soprattutto pieni di stereotipi e di razzismo culturale, tipo "noi facciamo così e cosà, loro qui non sanno come si fa...." ma dai...per andare in giro a criticare e non saper cogliere la bellezza della diversità, allora statevene a casa.
Comunque questo è quanto, la vita scorre tranquilla e noiosa, le incertezze restano e sono alimentate dalla benzina della paranoia che le rende sempre più forti...che mi stiano venendo "cold feet"...mah? 8월 30일 bigliettiIl primo passo è fatto e ora non si può più tornare indietro.
Ho comprato i biglietti per il Continente Nero!
Dopo settimane di estenuanti ricerche su internet e innumerevoli telefonate ad agenzie di viaggi, dopo aver confrontato tutte le possibili opzioni di andate, ritorni, scali, eventuali rimborsi o cambi di data etc etc, ho finalmente comprato i biglietti che mi porteranno ad iniziare il 9 ottobre la mia avventura africana.
Partirò da Milano e, dopo aver fatto scalo a Londra, arriverò a Johannesburg, South Africa. Ho scelto di arrivare in South Africa perchè il volo è estremamente più economico e perchè i collegamenti stradali con Maputo sono giornalieri e costano poco più di venti euro. Lo sbattimento vale il risparmio sui bilgietti aerei.
Il ritorno l'ho programmato per fine febbraio, ma è chiaro che se c'è la possibilità di fermarsi a lavorare, non ci penserò 2 volte e sposterò la data di ritorno.
Prossimo passo sarò quello di organizzare tutte le cose burocratiche come i visti, i vaccini e reperire indormazioni di vario tipo sul Moza. Questa fase informativa è iniziata già da alcune settimane, ma è ovvio che le informazioni non sono mai abbastanza. Ed io continuo...
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